La Bottega Ghianda è attiva in Brianza, a Bovisio, da oltre due secoli. Fondata a metà dell'Ottocento da Luigi, si specializza inizialmente nella creazione di parquet a tarsia, veri e propri "tappeti di legno" - nel gusto liberty allora imperante - eleganti, raffinati e costruiti con le essenze più preziose su commessa della ditta Zari, La precisione esecutiva e l'abile maestria dei suoi prodotti danno da subito alla bottega Ghianda una notorietà internazionale, con commesse da Vienna, Londra, Parigi, città in cui da sempre l'alto artigianato italiano è sinonimo di lusso e di qualità. Nel 1920, Iginio, figlio di Luigi, espande l'attività della bottega con l'apertura di un nuovo laboratorio dedicato alla produzione di mobili, caratterizzati dallo stile rigoroso nella nuova tendenza razionalista. Per esigenze belliche nella stessa bottega si costruiscono anche le eliche lignee per i primi modelli di aerei assemblati dalla ditta Zari.

Negli Anni Trenta la Bottega Ghianda inizia la collaborazione con alcuni tra i più prestigiosi architetti milanesi (Emilio Lancia, Gio Ponti) realizzando mobili che occupano un posto di rilievo nella storia del design, tra cui la famosa scrivania a tre postazioni di lavoro disegnata da Ponti per il Corriere della Sera. Giuseppe e Pierluigi, figli di Iginio, subentrano al padre alla fine degli Anni '40. Negli Anni '70, per fare spazio alle sempre maggiori richieste, Pierluigi trasferisce l'attività dal sito originale, in centro al paese, negli spazi che occupa attualmente, in via Desio al 53. È in questa sede che la Bottega Ghianda acquista nuovo lustro internazionale grazie alla collaborazione con i più famosi designers italiani e stranieri: Gae Aulenti, Cini Boeri, i Castiglioni, Eileen Gray, Gianfranco ed Emanuela Frattini, Vico Magistretti, Gio Ponti, Richard Sapper, Ettore Sottsass, Matteo Thun, Lella e Massimo Vignelli, Marco Zanini e molti altri. Con la maestria e la perfezione che appartengono alla regola ebanistica della Bottega, le idee originali dei progettisti vengono convertite in legno con un amore per la materia che lascia incantati.


Dagli Anni '80 aumentano le commesse per importanti sedi dell'arte, quali il Musée d'Orsay di Parigi, il Museum of Modern Art di New York, il Palazzo Grassi di Venezia, il Teatro Rossini di Pesaro e altri.
Oggi la Bottega Ghianda continua ad operare guardando al futuro, senza rinunciare al saldo legame con la propria tradizione e con la propria storia, coniugando la perizia di una abilità ebanistica affinata nel tempo con le nuove regole del design internazionale, in cui il legno viene sempre trattato come un "dono di Dio" che mani rispettose ed esperte sanno trasformare in pezzi raffinati e perfetti.
  • 1850
    Luigi Ghianda fonda a Bovisio Masciago una bottega di falegnameria, dove produce parquet a tarsia per la Ditta Zari. Trent'anni dopo, il figlio Iginio, con i fratelli Gaetano e Pietro, continuerà la tradizione paterna in quella che sarà la bottega Ghianda.

  • Anni Venti
    Iginio dà vita ad opere di alta ebanisteria - alcune ancora in produzione – in cui, alla ricerca della perfezione formale, si coniuga la precisione esecutiva. Nel 1926 Nasce Pierluigi, terzo figlio di Iginio e di Serafina Mercandalli.

  • Anni Trenta
    La Bottega Ghianda produce mobili e oggetti in cui all'amore per la tradizione unisce l'interesse per le nuove tendenze razionaliste. Collabora con i grandi architetti milanesi Emilio Lancia e Giò Ponti (scrivania a tre postazioni per Corriere della Sera).

  • 1938
    Alla morte di Iginio è Serafina a condurre la Bottega, mentre Pierluigi e il fratello Giuseppe alternano gli studi a periodi di apprendistato. Ne assumeranno la direzione dal 1946, specializzandosi nella produzione di arredi per ufficio.

  • 1967
    Alla morte di Giuseppe, Pierluigi, con la moglie Francesca, dirige la Bottega e la trasferisce nell'attuale sede di Via Desio 53, dove, seguendo le orme paterne, ricerca una stretta collaborazione con architetti e designer.

  • Anni Settanta
    Inizia con un viaggio in Giappone la lunga e feconda amicizia con Gianfranco Frattini. La creatività e l'intransigenza del designer congiunte alla maestria dell'artigiano faranno nascere opere come il tavolo Kyoto e il mobile Portofino.

  • Anni Ottanta
    Sono gli anni clou dell'attività di Pierluigi e della sua Bottega, che realizza arredi per dimore prestigiose, pezzi singoli, prototipi (Knoll, Rosenthal, Rolex, Dior, Alcantara), piccoli e grandi oggetti e sculture d'artista (M.Bill, A.Pomodoro).

  • 1986
    Inizia la collaborazione con Hermès che prosegue tutt'oggi (serie Pippa), fondata sul rapporto professionale con la famiglia Dumas, sulla reciproca stima, sul comune amore per la perfezione e sulla condivisione dell'ossessione quasi maniacale per la raffinatezza.

  • 1987 - 1999
    Lavora con noti designer (Aulenti, Barokas, Boeri, i Castiglioni, Eileen Gray, i Frattini, Magistretti, Sapper, Sottsass, Thun, i Vignelli, Zanini e altri), per una clientela sempre più esclusiva (Knoll, Rosenthal, Cini & Nils, ClassiCon, Rolex, Dior, Rochas, Renault).

  • Anni Novanta
    Pur continuando lo studio di prototipi e la produzione di oggetti e di pezzi singoli, al fianco di noti designer, la Bottega Ghianda realizza arredi per una clientela internazionale (New York, Londra, Parigi, Mosca, Helsinki).

  • 1993
    Nasce il catalogo della Bottega, interamente disegnato a mano da giovani allievi dell'Istituto d'Arte di Monza (Mauro Fabbro e Claudia Scarpa), su progetto grafico di Lino Gerosa, da un'idea di Isa Ghianda.

  • 1995 - 1998
    Pierluigi tiene conferenze in Università italiane e straniere (Milano, Helsinki e Tokio) illustrando la sua filosofia di lavoro e i suoi prodotti sono esposti in mostre personali (Galleria Dedalo, Milano; Caffè delle Arti e dei Mestieri, Reggio E.; Galleria Libra, Monza).

  • Nuovo Millennio
    2001 In Campidoglio, Pierluigi riceve dal Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azelio Ciampi l'alta onorificenza di Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

  • 2010
    Pierluigi è affiancato nella conduzione della Bottega dalla figlia Beatrice, reduce da varie esperienze in Italia e all'estero. La Galleria Consadori di via Brera espone i pezzi più significativi della collezione Bottega Ghianda.

 
  • 1850
    Luigi Ghianda fonda a Bovisio Masciago una bottega di falegnameria, dove produce parquet a tarsia per la Ditta Zari, nel gusto Liberty allora imperante. Trent'anni dopo, il figlio Iginio, con i fratelli Gaetano e Pietro, dà vita ad opere di alta ebanisteria - alcune ancora in produzione – dove, alla ricerca della perfezione formale, si coniuga la precisione esecutiva, due obiettivi che la Bottega Ghianda non ha mai smesso di perseguire nel tempo.
    CANONICA (1890)
    CALZASCARPE (fine Ottocento)
    SQUADRETTA (1918)
    ORACOLO FENICIO
    CANDELABRO (1919)
    SPECCHIO DA CLOWN
    SPECCHIO DA VIAGGIO (1920)
    OROLOGETTO (1930)
    LEGGIO PIEGHEVOLE (Anni Trenta)
    SCATOLA PORTAPILLOLE (1935)

  • 1912
    La Bottega Ghianda viene iscritta nel Registro delle Imprese della Provincia di Milano come "Ditta Fratelli Ghianda fu Luigi". Nel conflitto bellico del 1914-1918 periscono Gaetano e Pietro e la conduzione della bottega resta nelle sole mani di Iginio.

    1926
    Nasce Pierluigi, terzo figlio di Iginio e Serafina Mercandalli.

    Anni Trenta
    Iginio mette in produzione mobili e oggetti in cui, all'amore per la tradizione (stringe rapporti di amicizia con Carlo Bugatti, coadiuvandolo nella realizzazione di alcuni suoi pezzi "trasgressivi"), unisce l'interesse per le nuove tendenze razionaliste, collaborando con i grandi architetti milanesi Emilio Lancia e Giò Ponti (autore della scrivania a tre postazioni di lavoro per Corriere della Sera).

  • 1938
    Alla morte di Iginio è Serafina a condurre la Bottega, mentre Pierluigi e il fratello Giuseppe alternano gli studi a periodi di apprendistato. Ne assumeranno la direzione dal 1946, specializzandosi nella produzione di arredi per ufficio.

    1939
    La Bottega Ghianda viene iscritta nel Registro delle Imprese della Provincia di Milano come "Ditta Fratelli Ghianda fu Iginio".

    1960-1967
    Pierluigi viaggia in tutto il mondo in Europa, Asia e America alla ricerca di legni pregiati e di suggestioni costruttive.

  • 1969
    Alla prematura morte di Giuseppe, Pierluigi, coadiuvato dalla moglie Francesca, assume la responsabilità della Bottega, trasferendola nell'attuale sede di Via Desio 53. Abbandonata la produzione precedente, segue le orme del padre e va alla ricerca di una più stretta collaborazione con architetti e designer italiani e stranieri: (Gae Aulenti, Albert Barokas, Cini Boeri, Achille – Livio - Piergiacomo e Piero Castiglioni, Eileen Gray, Gianfranco ed Emanuela Frattini, Vico Magistretti, Giò Ponti, Richard Sapper, Ettore Sottsass, Matteo Thun, Pino Tovaglia, Lella e Massimo Vignelli, e molti altri, acquisendo, nel tempo, una clientela sempre più esclusiva (Knoll, Rosenthal, Cini & Nils, ClassiCon, Rolex, Dior, Rochas, Renault etc).

    1967-1979
    Nasce il continuativo rapporto di lavoro con Angelo Rizzoli, durato oltre un decennio, per il quale realizza numerosi oggetti d'arredo in legno.

  • 1972
    Inizia con un viaggio in Giappone la lunga e feconda amicizia con Gianfranco Frattini. La creatività e l'intransigenza del designer congiunte alla maestria dell'artigiano daranno vita ad opere quali:
    TAVOLO KYOTO (1974)
    MOBILE PORTOFINO (1978)
    PARAVENTO in canne piegate a caldo
    MOBILE LUIGI (1979-80)
    In questi stessi anni, Pierluigi mette in cantiere la riedizione in serie limitata della sedia ELZA del maestro sloveno Jože Plečnick;
    mette inoltre in produzione i seguenti pezzi:
    MOBILE CUBO-BAR, su progetto di Franco Bettonica per Cini&Nils;
    PAROLA AMORE di grandi dimensioni per il parlamento UE di Strasburgo, su progetto di Pino Tovaglia (autore anche del logo della Bottega);
    POLTRONA ACORN, su progetto di Lella e Massimo Vignelli;
    SEDIA A DONDOLO MARIA PALITAS, su progetto di Gae Aulenti;
    VASSOI, su progetto di Gae Aulenti.

  • Realizza diversi arredi per aziende (Rizzoli), per case private (con Francesco Ridolfi) e un'opera unica quale la CROCE per la Chiesa di St. Peter a New York, su progetto di Lella e Massimo Vignelli.

    1979
    Realizza la biblioteca personale del cardinale Carlo Maria Martini all'Arcivescovado di Milano, utilizzando legno di larice pluricentenario proveniente dalla ristrutturazione dei tetti dell'edificio. Su progetto di Leo Rova costruisce una piattaforma prendisole sull'isola di Cavallo.

    Anni Ottanta
    Sono gli anni clou dell'attività di Pierluigi e della sua Bottega, che opera a 360 gradi nel campo del design, realizzando pezzi singoli, prototipi per industrie di punta:
    MOBILI E SEDIE per Knoll, su progetti di Angelo Mangiarotti, Ettore Sottsass, i Vignelli
    MOBILI per Rosenthal, su progetti di Angelo Mangiarotti, Cini Boeri e Vico Magistretti

  • ESPOSITORI per Nazareno Gabrielli, su progetto di Gianfranco Frattini
    POLTRONE E MOBILI per il gruppo Memphis, su progetto di Ettore Sottsass & C.
    MOBILI per Arflex, su progetto di Cini Boeri
    TAVOLO PONTE per Skipper, su progetto di Hans von Klier
    TAVOLO per Poltrona Frau, su progetto di Lella e Massimo Vignelli
    MOBILI, su progetti di Hans Hollein, Matteo Thun, Marco Zanini, Hans Von Klier, Ettore Sottsass (cassettiera a molti cassetti), Lella e Massimo Vignelli
    BANCONI per la reception della sede milanese dell'Olivetti, su progetto di C. M. Martinez
    MOBILE CHRYSALIS per Rolex di Ginevra, su progetto di Albert Barokas
    OGGETTI per la Maison Rochas, su progetto di Gae Aulenti
    OGGETTI e prototipi per Pomellato (Milano)
    OGGETTI per Fontana Arte, su progetto di Raggi e Puppa
    ALLESTIMENTI per numerose mostre in Italia e all'estero, su progetto di Richard Sapper

  • Pierluigi, sempre vicino al mondo dell'arte e degli artisti, traduce in legno sculture d'artista:
    SCULTURE di Max Bill (per una mostra a Padova);
    SCULTURE di Bob Noorda, su progetto di Ornella Noorda;
    SCULTURE per Arnaldo Pomodoro;
    SCULTURE di Angelo Mangiarotti, per Cosmit (Milano)
    Mette in produzione i seguenti pezzi:
    CORNICI, LEGGII e CHEVALETS per il Musèe d'Orsay a Parigi, su progetto di Gae Aulenti;
    POCHETTE in acero, su progetto di Marella Agnelli;
    SCATOLA DEI GIOCHI per Pomellato;
    SCATOLA MOMA da un'idea di Gae Aulenti;
    SEGAVENTO, oggetto inutile di ispirazione dada, su progetto di Livio e Piero Castiglioni;
    TRAVERSA DA BAGNO, su progetto di Gae Aulenti;
    TROUSSE PER CALZATURE per Lorenzi.

  • Prosegue la realizzazione di arredi prestigiosi per residenze private in Italia e all'estero e per importanti spazi pubblici, in collaborazione con Gae Aulenti, Livio Castiglioni, Cini Boeri, Gianfranco Frattini, Vico Magistretti, Graziella Giuliani, Luca Bergo e Patrizia Peracchio, C. M. Martinez, Studio Sottsass Associati, Emanuela Frattini.
    Pavimento in legno per l'Auditorium Rossini di Pesaro, su progetto di Gae Aulenti
    Pavimenti per Palazzo Grassi di Venezia, su progetto di Gae Aulenti.

    1983
    Piero Fornasetti gli dedica un articolo sulla rivista CASA VOGUE.

    1986
    Prende avvio la collaborazione con Hermès che prosegue tutt'oggi. Grazie ad un rapporto professionale con i membri della famiglia Dumas, fondato sulla reciproca stima, sul comune amore per la perfezione e sulla condivisione dell'ossessione quasi maniacale per la raffinatezza, Pierluigi inizia la produzione della serie Pippa (nel catalogo della prestigiosa Maison francese con i suoi classici senza età).

  • 1988
    Emanuela Frattini Magnusson gli dedica un articolo sulla rivista INTERIOR DESIGN.

    Anni Novanta
    La Bottega Ghianda dedica una parte crescente del proprio spazio produttivo alla realizzazione di arredi per prestigiose abitazioni private di una clientela internazionale (New York, Londra, Parigi, Mosca, Helsinki), senza abbandonare lo studio di prototipi e la produzione di oggetti e di pezzi singoli, al fianco di noti designer:
    CABINET D'ARCHITECTE in legni pregiati, su progetto di Eileen Gray per ClassiCon;
    LIBRERIA ETAGÈRE, su progetto di Mario Bellini;
    LIBRERIA GIREVOLE DA TAVOLO, su progetto di Cini Boeri;
    MOBILE OLIVER, su progetto di Gianfranco Frattini;
    PETITE COIFFEUSE, su progetto di Eileen Gray per ClassiCon;
    PORTAMATITE, su progetto di Emanuela Frattini Magnusson;
    PORTARIVISTE PIEGHEVOLE, su progetto di Albert Barokas;
    PORTA SAPONE, su progetto di Gae Aulenti;

  • RIGA A T, liberamente ispirata all'opera Escher;
    SCATOLA CON COPERCHIO SCORREVOLE, su progetto di C + E. Magnusson;
    SEGNALIBRI in varie essenze (dall'archivio Ghianda).
    All'illustre gruppo di progettisti e designer con i quali continua a collaborare si aggiungono Peter Marino, Mario Bellini, Raggi e Puppa, Eileen Gray, Bob Noorda, Aldo Cibic, Massimo Zucchi, Bernard Slegten & Oliver Toegemann (Bruxelles) Oltre agli arredi per le case private realizza pezzi unici di alta ebanisteria per importanti committenti, tra cui un tavolo interamente eseguito in ebano con Gae Aulenti. Realizza anche alcune sculture di Christian Astuguevieille a Parigi e l'oggetto commemorativo "De Quinque corporibus regularibus" di Piero della Francesca e Luca Pacioli per la mostra "Brunelleschi e l'architettura del Rinascimento" a Palazzo Grassi di Venezia. Prosegue la collaborazione con Knoll e Rosenthal, cui si aggiungono lavori per Alcantara, Alessi (Studio Sottsass), Bulgari, Bugatti, De Padova, Loro Piana, Rolex, Swatch e Venini.

  • CONTENITORI per cristalli per Venini;
    OGGETTI per Bugatti, su progetto di Massimo Zucchi;
    ESPOSITORI per Alcantara, su progetto di Bob Noorda;
    ESPOSITORE per Rolex, su progetto di Albert Barokas;
    POLTRONE per Arper di New York, su progetto di Marco Zanini;
    PROTOTIPI per Gianfranco Ferrè, su progetto di Raggi e Puppa;
    PROTOTIPI di mobili per Knoll e Rosenthal, su progetto di Angelo Mangiarotti e Mario Bellini;
    PROTOTIPI per Knoll, Rosenthal e Alessi, su progetto dello studio Sottsass;
    PROTOTIPI di scatole per Bulgari, su progetto di Massimo Zucchi;
    PROTOTIPI, su progetto di Aldo Cibic;
    PROTOTIPI di mobili, su progetto di Bernard Slegten & Oliver Toegemann;
    PROTOTIPI espositore per Swatch, su progetto di Edoardo Brambilla;
    ARREDI per i Musei di Amburgo e di Colonia, su progetto di Richard Sapper;
    ARREDI dell'Archivio di Stato di Potenza, su progetto di Luigi Di Vito;

  • Sono questi gli anni in cui ai prodotti della Bottega Ghianda vengono dedicate rassegne e mostre antologiche:
    Wood Work a Kouvola-Talo;
    personale a Tokyo;
    personale a Zurigo con "Abitare il Tempo 2000";
    personale alla Galleria "Lo Spazio di Dedalo" di Milano;
    personale al "Caffè delle Arti e dei Mestieri" di Max Mara a Reggio Emilia, con presentazione di Marco Belpoliti e Isa Ghianda.
    Pierluigi è chiamato a tenere conferenze in Università italiane e straniere e in scuole d'Arte (Scuola delle Arti e dei Mestieri di Helsinki, Facoltà di Architettura di Tokio, Politecnico di Milano) dove illustra ai giovani la propria filosofia di lavoro.

    1993
    Realizzazione del catalogo della Bottega Ghianda, completamente disegnato a mano da giovani allievi dell'Istituto d'Arte di Monza (Mauro Fabbro e Claudia Scarpa), su progetto grafico di Lino Gerosa, da un'idea di Isa Ghianda.

  • Nuovo Millennio
    La Bottega Ghianda si concentra nella produzione di arredamenti per una committenza privata italiana e straniera, con Gianfranco Frattini, Cini Boeri, Albert Barokas, Claudio Salocchi, Rosanna Monzini, Gae Aulenti, Lella e Massimo Vignelli, Lazzaro Raboni ed altri.
    Vengono messi in produzione i seguenti pezzi:
    OGGETTI per Christian Dior;
    MOBILI per la Società Umanitaria di Milano (Architettura ecologica), su progetto di Maurizio Spada;
    PLIANT interamente eseguito in ebano Gabon, su progetto di Rena Dumas, per la Galleria Kreo di Parigi;
    TAVOLO GABBIANO ad ali ripiegabili.
    Prosegue la realizzazione di prototipi:
    PROTOTIPO di leggio per la Regione Lombardia, su progetto di Marcello Morandini;
    PROTOTIPO di espositore, su progetto di Richard Sapper;
    PROTOTIPO di tavolo con gambe a scatto, su progetto di Lella e Massimo Vignelli;

  • PROTOTIPI di oggetti, su progetto di Aldo Cibic;
    PROTOTIPI di mobili, su progetto di Matteo Thun;

    2001
    In Campidoglio, Pierluigi riceve dal Presidente della Repubblica Italiana Carlo Azelio Ciampi l'alta onorificenza di Ufficiale dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

    2006
    Pubblicazione della monografia "Pierluigi Ghianda", a cura di Luca Bergo e Patrizia Peracchio, 5 Continents Edition srl, Milano. Presentazione della monografia presso lo showroom De Padova, in Corso Venezia a Milano. "Il Michelangelo del pero svizzero", capitolo dedicato a Pierluigi Ghianda nella pubblicazione "L'ingegno e le opere; Esperienze di produzione nel milanese", volume speciale della Provincia di Milano, Jaca Book, Milano. Lezione-conferenza presso l'Istituto Statale d'Arte di Monza, Dipartimento di Design. Mostra personale presso la Galleria Manzoni di Monza, con relativo catalogo. Muore la moglie Francesca.

  • 2007
    Capitolo dedicato a Pierluigi Ghianda nella pubblicazione "Storie & volti", a cura del Comune di Bovisio Masciago.

    2009
    Conferenza in ADDRESISTANBUL, Istanbul Design Weekend, Şişli.

    2010
    Pierluigi è affiancato nella conduzione della Bottega dalla figlia Beatrice, reduce da formative esperienze di lavoro in Italia e all'estero. Mostra dei pezzi più significativi della collezione Bottega Ghianda presso la Galleria Consadori di via Brera a Milano.

    2011
    Aldo Colonetti, in un suo articolo nell'inserto dedicato al design CORRIERE DELLA SERA in occasione del Salone del Mobile, rende omaggio a Pierluigi Ghianda.