Pierluigi Ghianda è sempre stato un eclettico … purché ci fosse di mezzo il legno. Ha generato capolavori di maestria negli oggetti, nei mobili, nei prototipi, negli arredamenti, e questo perché tutti ambivano a lavorare con “il miglior ebanista” e si affidavano alla sua genialità.

Questo a sua volta ha fatto sì che il rapporto fra i progettisti e il maestro ebanista si sviluppasse con grande profondità e – quasi – intimità, proprio per creare oggetti che per essere unici devono essere realizzati “a quattro mani”.
Per questo abbiamo creato una sezione “dicono di lui” con una parte dei protagonisti di questa avventura, molto più illuminante di qualsiasi autodescrizione.


Dice di lui...

Arch. ALDO CIBIC

Entrando in un posto come la Bottega Ghianda prendi coscienza di cosa significa l’eccellenza.





Pierluigi è la persona che ti portava a fare qualcosa che tu da solo non avresti mai immaginato che si potesse fare.





Quando penso a Ghianda mi vengono in mente tutti quegli oggetti incredibili fatti in legno di pero, ebanisteria portata al massimo livello immaginabile.


Dice di lui...

Arch. PIERO CASTIGLIONI

Ghianda secondo me è importante perché è un poeta. La sua poesia è semplice, basica però molto saggia e tutto quello che fa lo fa con una saggia poesia.





Tutti coloro che hanno lavorato con Pierluigi sanno che basta chiacchierare con lui più che disegnare …






Dice di lui...

PHILIPPE DAVERIO

Tutta la storia del design milanese dal dopoguerra in avanti è nata dal dialogo fra gente come il Ghianda e altri che venivano dal Politecnico che non sapevano cos’era la morbidezza di un legno.





Ghianda è uno che ha una sensibilità tattile che è fuori dall’ordinario, é da lui che ho imparato a prendere dei legnetti perfettamente lavorati e toccarli con i polpastrelli ...





ed è attraverso i polpastrelli che lui individua la qualità dei legni, dai polpastrelli passa alla testa e dalla testa entra nel progetto.


Dice di lui...

Arch. CINI BOERI

Non ho deciso di collaborare con Ghianda. Era naturale per noi designer e architetti del Nord collaborare con Ghianda.





Ghianda era nato come un bravissimo falegname ed abbiamo scoperto che è un ebanista meraviglioso, un vero artista del legno.






Dice di lui...

Arch. MARCO ZANINI

Ghianda ha avuto un rapporto molto personale e speciale con tutti i designer perché è lui stesso un personaggio speciale.

Photo © Pablo Fierro Saldía - OjoDigital










Dice di lui...

Arch. GAE AULENTI

L’artigianato è la premessa fondamentale per il design, e la bottega di Ghianda, che appunto si chiama bottega, è un pezzo della grande tradizione dell’artigianato italiano.





Ghianda ha una vera passione per il materiale, il legno, ama toccarlo, accarezzarlo insomma ha una conoscenza fisica della materia. Già il cognome Ghianda dice qualcosa, è il più





grande ebanista che esista in Italia in questo momento. In tutti questi anni è stato un grande ed io spero che nella sua bottega ci sia qualcuno che possa continuare questo lavoro.


Dice di lui...

Arch. LUCA BERGO

Forse il rapporto fraterno con Frattini e la sua intransigenza ha permesso al Ghianda di diventare il miglior ebanista che ci sia oggi.










Dice di lui...

PIERO FORNASETTI
(CASA VOGUE)


Se fossimo in Giappone sarebbe già stato nominato Intangibile Monumento Nazionale Vivente.









quoteEntrai nella bottega del Ghianda – in realtà un gradevole e lindo edificio circondato da betulle e dalle ampie finestre – nel 1986, e scoprii un mondo di meraviglie.

Pierluigi Ghianda
a cura di:
L. Bergo e P. Peracchio
foto di:
G. Pradelli
28 x 24 cm, 160 pp.
100 duotones
copertina rigida
5 Continents Editions
2006